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L’alimentazione

L’alimentazione e le abitudini alimentari risultano essere certamente connesse alla civiltà contadina dalla quale San Severo proviene e della quale oggi stesso è ancora permeata.
I piatti caratteristici, come dettagliato nella sezione “Gastronomia”, erano tutti a base di legumi e di verdure coltivate o spontanee e di pasta fatta in casa come i “cecatélle” e i “lentòrce”, i “lajanèlle” e i “recchiételle”.
Degna di nota è poi la tradizione legata alla preparazione d’ ”a tiélle”, a base di carne di agnello con patate e “jampasciùle” conditi con olio, sale, origano e passata al forno. E riguardo proprio alle modalità di cottura è da segnalare una singolare tradizione delle famiglie sanseveresi, tramandatasi fino all’incirca agli anni ’70: quella di portare “a tiélle” per la cottura presso uno dei panifici della città, pagando al fornaio semplicemente il “fitto” del forno. Tale consuetudine, oggi completamente scomparsa, era dovuta sia alla mancanza in molte delle abitazioni di un forno adatto allo scopo, sia al convincimento di poter gustare un piatto più succulento arricchito dall’aroma della legna con la quale venivano perlopiù alimentati i forni dei panifici cittadini.

Sempre legate alla tradizione alimentare sono poi le usanze antiche di confezionare il pane in casa, di preparare la salsa e la conserva di pomodoro con un rituale familiare che ancor oggi prosegue in molte famiglie sanseveresi e di allevare il maiale tra le mura domestiche, per poi ucciderlo, svolgendovi una vera e propria festa che si concludeva con la preparazione dei salumi.

(Testi tratti da: Silvana Del Carretto “San Severo. Usanze – tradizioni – impronte del tempo passato” – Ed. Incontro alla Luce – Foggia – 1996)

 

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