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Capodanno

Seguendo il calendario, la prima festività dell'anno era ed è tuttora il Capodanno, salutato dal lancio nella strada di vasellame inservibile allo scoccare della mezzanotte. Una caratteristica della nostra cittadina e di molti paesi viciniori è tuttora quella di salutare l'anno nuovo con botti e piccoli fuochi d'artificio, preparati e messa -in vendita da locali artificieri, col duplice significato di esprimere allegria e felicità e scacciare nel contempo gli spiriti maligni e i demoni sempre in agguato. L’atto simbolico, con cui le famiglie solevano liberarsi (l'usanza sta scomparendo del tutto) della roba vecchia e inservibile, quasi un rito di eliminazione di tutti i mali fisici e morali accumulati nell'arco di un intero anno, risale all’epoca dei romani, i quali nel giorno delle calende di gennaio, il mese dedicato a Giano bifronte, usavano invitare a pranzo gli amici, e si scambiavano doni augurali, come datteri, fichi secchi e rametti di alloro, questi ultimi detti “strenae”, è derivata la strenna, oggi così usata a Natale.

Alla festività del Capodanno fa capo anche la metereologia popolare, per le previsioni sull'andamento di tutti i 12 mesi dell'anno; si parte infatti dalla osser-vazione delle condizioni atmosferiche del primo giorno di gennaio e si tengono in considerazione quelle di ciascuno dei primi 12 giorni del mese.
All'inizio della giornata del primo dell'anno, o appena scoccata la mezzanotte, uomini e donne usavano osservare dalla porta o dalla finestra chi fosse il primo a comparire nella strada; un vecchio o un gobbo portavano fortuna, un prete era di cattivo augurio.

Si riteneva inoltre che qualsiasi attività si intraprendesse nel giorno di Capodanno avrebbe avuto buon esito, per cui si cercava di dare inizio a più di un lavoro al fine di ottenere buoni risultati in ogni campo. Per lo stesso motivo in quel giorno era da evitare il preoccuparsi e il rattristarsi.

(Testi tratti da: Silvana Del Carretto “San Severo. Usanze – tradizioni – impronte del tempo passato” – Ed. Incontro alla Luce – Foggia – 1996)

 

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