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Testi e immagini tratti da: Benito e Giuliana Mundi "Omaggio a San Severo. Storia, Arte, Archeologia, Architettura, Personaggi e Antologia di scritti scelti.", Edizioni del Rosone - Foggia - 2000.

Chiesa ed ex monastero della SS. Trinità (Celestini)

Clicca per ingrandireChiesa ed ex monastero della SS. Trinità (dei Celestini) in Piazza della Repubblica. Esistente già nel sec. XIV, vi si trasferirono nel XV secolo i monaci Celestini di San Giovanni in Piano (Apricena). Successivamente le fabbriche si ampliarono molto, grazie a donazioni e acquisti; il terremoto del 1627 distrusse gran parte del complesso monastico.
La lenta ricostruzione si protrasse per tutto il secolo e la chiesa fu consacrata nel 1707. Tra il 1746 e il 1766, sotto la guida dell’abate Giuseppe Maria Turco, la chiesa si arricchì di arredi e decorazioni, mentre il monastero si estese ulteriormente con un nuovo quarto <<ad elle>>, creando una piazza sulla quale si affaccia ancora oggi il monumentale ingresso. Nei secoli XIX e XX si susseguirono interventi di adattamento del Monastero alla sua nuova funzione, essendo divenuto nel 1813 la sede del Palazzo di Città.
Sulla facciata, scandita da paraste, si apre l’imponente portale fiancheggiato da due colonne che reggono un timpano spezzato su cui vi sono due stemmi; nel timpano del bancone centrale lo stemma dei Celestini.
All’interno un ampio scalone dalle volte a cupola e decorate a stucco.
La chiesa ha quattro nicchie sulla facciata con le statue di san Benedetto, san Celestino, santa Scolastica e santa Gertrude; sul portale un medaglione con la Vergine e il Bambino. Il Campanile fu costruito nel 1719.
L’interno è ad unica navata, cupola e presbiterio; del sec. XVIII sono i due altari marmorei nelle cappelle laterali e l’altare maggiore consacrato nel 1756. Sugli altari laterali tele di Girolamo Cenatiempo: san Girolamo penitente (1711), Maddalena penitente (1711) e tele di Giuseppe Castellano: san Pietro Celestino a colloquio con la Vergine (1709), La Deposizione (1709).
Nel presbiterio tela raffigurante Trinità e santi in gloria (1705), mensola con stemma dei Celestini (sec. XVIII), tela raffigurante san Pietro Celestino davanti al papa Urbano IV, opera di Gennaro De Vivo (1709). Acquasantiera in marmo con stemma di san Giovanni in Piano (sec XVIII), Cenotafio in marmo dell’Abate G.M. Turco con iscrizione (sec. XVIII). Organo di Gennaro Bradetta del 1701, restaurato negli anni Ottanta del sec XX con il contributo della Banca della Capitanata, ora bancApulia spa: statua lignea raffigurante Cristo alla colonna recentemente restaurata dal Prof. Raffaele D’Amico.
Le statue della Madonna del Rosario, di san Vincenzo Ferreri, di san Domenico e san Pietro furono portate dai confratelli del Rosario quando si trasferirono in questa chiesa alla metà dell’Ottocento.

tratto da libro "Omaggio a San Severo" di Benito Mundi e Giuliana Mundi Leccese - Edizioni del Rosone - Foggia

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