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Testi e immagini tratti da: Benito e Giuliana Mundi "Omaggio a San Severo. Storia, Arte, Archeologia, Architettura, Personaggi e Antologia di scritti scelti.", Edizioni del Rosone - Foggia - 2000.

Chiesa di Santa Maria del Soccorso ed ex convento degli Agostiniani

Clicca per ingrandireIn via Soccorso. La primitiva chiesa, forse risalente al XII-XIII secolo, era dedicata a san Pietro. Nel 1514 fu ceduta ai PP. Agostiniani che costruirono il vicino convento e introdussero il culto per la Madonna del Soccorso, oltre ad ampliare la chiesa che fu dedicata a sant’Agostino. Essi fondarono la confraternita del SS. Crocifisso che nel 1662 si trasferì a San Nicola dove rimase fino al 1776. Il terremoto del 1627 distrusse il convento, la sagrestia e il campanile mentre i muri della chiesa non furono danneggiati.
Nel 1652 Innocenzo X soppresse tutti i piccoli conventi e gli Agostiniani dovettero lasciare il luogo. Nei primi anni del Settecento si istituì la Confraternita di santa Maria del Soccorso, che era governata dai ricchi proprietari terrieri della città. Nel sec. XVIII la chiesa fu arricchita di stucchi, altari, statue e dipinti. Nel 1760 Mons. Mollo consacrò la chiesa e il 22 ottobre 1843 Mons. De Gregorio la dedicò alla Vergine del Soccorso; nel 1957 divenne Santuario Mariano. Nei secc. XIX e XX ci furono molte opere di restauro e arricchimento degli arredi. L’attuale facciata, opera di Gregorio e Pietro Palmieri iniziata nel 1775, presenta due superfici concave laterali delimitate da lesene con capitelli; al secondo livello si aprono le nicchie con le statue di sant'’gostino e sant'I’idoro e un finestrone centrale. Sul portale d’ingresso vi è un medaglione con l’immagine della Madonna del Soccorso. In alto la cuspide con pinnacoli laterali. Il campanile fu costruito alla fine del Settecento da Domenico Petruccelli con la collaborazione di Pasquale e Michele Jannelli. L’interno è ad unica navata con cupola centrale e presbiterio.
L’altare maggiore è in marmi policromi scolpiti e intarsiati di Scuola Napoletana del sec, XVIII, così come la balaustra. Nella nicchia la statua lignea della Madonna del Soccorso, attribuita ad uno scultore siciliano del XVI secolo, che nel Settecento fu rivestita da sontuose vesti ricamate. Della seconda metà del sec. XVIII è la statua dell’arcangelo san Raffaele, acquistata da Domenico Urbano, artista di Andria.

tratto da libro "Omaggio a San Severo" di Benito Mundi e Giuliana Mundi Leccese - Edizioni del Rosone - Foggia

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