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L'Epifania

Era tanto attesa dai ragazzi, i quali ricevevano i regali dalla Befana (bambole di cartapesta, fucili di latta) e potevano abbondare in dolci e leccornie caserecce, cosa assai rara durante l'anno.

Subentrata nel culto cristiano-cattolico in sostituzione di un preesistente pagano dedicato al dio Sole per la celebrazione del solstizio d'inverno, ebbe origine in Oriente ed intendeva commemorare tre episodi importanti della vita di Gesù (l'adorazione dei Magi, il battesimo e il miracolo delle nozze di Cana); corrompendosi poi il significato originario di Epifania (manifestazione), si ebbe la personificazione della festa e quindi la sua identificazione con la Befana, allo stesso modo di quanto è avvenuto per Babbo Natale, per Carnevale e per la Quaresima. La Befana è quindi un personaggio che si presenta sotto forma di vecchia brutta, ma buona e generosa, una via di mezzo fra la strega e la fata, che a mezzanotte del 5 gennaio si introduce nelle case dalla cappa del camino per deporre doni ai bimbi buoni.Canti popolari epifanici, inneggianti erano un tempo diffusi in molte regioni d'Italia (le pasquelle), ma nel nostro paese non se ne conserva memoria. All'inizio del secolo però, secondo le testimonianze dei più avanzati negli anni, alcuni gruppi di giovani, facenti tutto delle comunità provenienti dai paesini del Gargano o del Subappennino dauno, usavano portare le serenate a parenti o amici; erano serenate fatte di suoni e di auguri cantati, con richiesta di doni che, a quei tempi, consistevano in frutta secca e salami, formaggio e vino. Con tutte le bontà raccolte di casa in casa, i cantanti e i suonatori usavano riunirsi in convivio e trascorrere in allegria. Nel giro di pochi decenni questa usanza è venuta meno, dal momento che i gruppi di “immigrati” sono stati a mano a mano assimilati dall’ambiente sanseverese ed hanno perduto la loro identità, integrandosi poi del tutto nella nuova cultura di adozione.

(Testi tratti da: Silvana Del Carretto “San Severo. Usanze – tradizioni – impronte del tempo passato” – Ed. Incontro alla Luce – Foggia – 1996)

 

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