Le Antiche Tradizioni
Le tradizioni della
fede
Le festività popolari
e religiose
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La
festa del maiale e i salumi
Le famiglie che avevano
avuto la possibilità economica
per acquistare ed allevare il maiale procedevano
alla sua uccisione in pieno periodo invernale,
invitando i vicini e i parenti per “fare
la festa al maiale”, come si soleva
dire in simili circostanze. L’avvenimento
era infatti fonte di allegria e di abbuffate,
soprattutto per i ragazzi, ai quali era
affidato il compito di reggere la coda
dell’animale, mentre il macellaio
lo colpiva alla gola, e di distribuire
in seguito alcune costatine di maiale
nelle abitazioni dei più intimi,
i quali ricambiavano il dono con una mancia
ben gradita ai solerti ragazzi. Sospeso
ad un asse di legno, mediante una corda
legata ad una catenella infissa alla volta
di casa, il maiale veniva aperto in due
parti, dopo che era stato liberato dei
peli con rasoio ed acqua bollente su di
un apposito tavolone detto “pelatùro”,
con bordi laterali alti intorno ai dieci
centimetri. Quando la carne si era ben
rassodata, dopo due o tre giorni, l’animale
veniva fatto a pezzi dallo stesso macellaio,
che per queste operazioni si recava nelle
abitazioni dei singoli; si procedeva quindi
alla scelta delle parti per la confezione
dei salumi, quali prosciutti e capocolli,
salsicce e polmonata, cotechini e pancetta,
lardo e “nnogghie”, un insieme
di pezzi di lingua e di budella dell’intestino
crasso misti ad aglio e peperoncino.
(Testi
tratti da: Silvana Del Carretto “San
Severo. Usanze – tradizioni –
impronte del tempo passato” –
Ed. Incontro alla Luce – Foggia
– 1996)
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