Le Antiche Tradizioni
Le tradizioni della
fede
Le festività popolari
e religiose
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Natale
Nel periodo natalizio,
il più atteso e il più amato
soprattutto dai più piccoli, la
novena di Natale richiamava nella nostra
città un nutrito gruppo di zampognari
i quali, provenienti in gran parte dal
vicino Abruzzo, circolavano per le strade
del centro suonando dolci motivi pastorali,
che attiravano un grande stuolo di bam-bini
e di adulti. Di tanto in tanto gli zampognari
si soffermavano davanti ai numerosi tabernacoli
che la pietà popolare aveva costruito
all'aperto nel corso dei secoli, sui muri
esterni delle abitazioni o agli angoli
delle strade, ed attende-vano fiduciosi
qualche mancia in denaro, mentre fra le
pareti domestiche fervevano i preparativi
natalizi. Al piacevole tepore della fiamma
scoppiettante nel camino, le massaie preparavano
i tipici dolci che venivano fritti in
grosse padelle colme di olio bollente.
Nevole e scorpèlle, caviciuni e
sc-karole venivano serviti caldi e fumanti
in grossi piatti di ceramica colorata
e decorata a tutti i componenti della
famiglia, vecchi, giovani e bambini che,
nelle lunghe e fredde serate del periodo
natalizio, erano soliti riunirsi per trascorrere
allegramente le ore tra il gioco dell'oca
e della tombola, della scopa e del tressette
con le carte napoletane.
Il posto d'onore nel
capiente camino sempre acceso spettava
al “ciocco” o “ceppo”,
il pezzo più grande della provvista
di legna che ogni famiglia aveva accantonato
per il periodo invernale. Acceso nel giorno
della vigilia di Natale, il “ceppo”
veniva allontanato dalla brace sul tardi,
per essere posto nuovamente ardere l'indomani,
con gran perizia e senso di parsimonia,
perché doveva presente nel camino,
pur nella sua dimensione man mano sempre
più n fino al giorno dell'Epifania,
che “tutte le feste porta via”.
E su questo ceppo
ardente, al momento della cena della vigilia
e del pranzo di Natale, il padrone di
casa deponeva la prima “forchettata”
della pietanza servita: offerta simbolica
in tempi in cui il cibo certamente non
abbondava nelle case dei nostri avi, che
aveva l'intento di assicurare al capo
famiglia la felicità e l'abbondanza
e per i familiari, e di allontanare nel
contempo i mali fisici e morali.
(Testi
tratti da: Silvana Del Carretto “San
Severo. Usanze – tradizioni –
impronte del tempo passato” –
Ed. Incontro alla Luce – Foggia
– 1996)
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