Le Antiche Tradizioni
Le tradizioni della
fede
Le festività popolari
e religiose
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La
salsa e la conserva di pomodoro
In pieno periodo
estivo, come tuttora avviene presso buona
parte delle famiglie, si preparava la
salsa e la conserva per i sughi da condimento,
con grande animazione in tutte le abitazioni,
che non erano certamente spaziose come
quelle di oggi, per cui gran parte delle
operazioni veniva svolta fuori dell’uscio
di casa, quasi sempre con il concorso
dei vicini.
I pomodori, dopo
il lavaggio, venivano aperti e posti ad
asciugare al sole su lunghe tavole sorrette
da cavalletti in ferro o in legno. Dopo
un giorno e spesso anche una notte di
asciugatura, venivano cotti in grossi
recipienti di rame poggiati sul treppiedi
in ferro. Passati attraverso un setaccio
a trama larga e più recentemente
con speciali macchinette da salsa, prima
a manovella, poi elettriche, il succo
dei pomodori veniva versato nelle bottiglie,
che erano subito chiuse ermeticamente
col tappo di sughero. Si procedeva quindi
al bagnomaria delle bottiglie piene, disposte
e ben allineate, intervallate da stracci
vecchi per evitare che si rompessero,
in un’altra grossa caldaia da fuoco.
Una parte della salsa liquida veniva invece
asciugata al sole, in grossi piati di
ceramica invetriata; era rimestata con
un lungo cucchiaio di legno (“a
cucchière”) finchè
non avesse preso una consistenza tale
da essere conservata in vasetti di argilla,
coperta in superficie da un filo d’olio.
I grossi piatti da
conserva venivano posti su lunghe tavole
sistemate sui terrazzi oppure lungo le
strade cittadine, dov’erano tenuti
sotto controllo non solo dalle massaie,
ma soprattutto dai ragazzini, ad evitare
danni o dispetti da parte di estranei.
(Testi
tratti da: Silvana Del Carretto “San
Severo. Usanze – tradizioni –
impronte del tempo passato” –
Ed. Incontro alla Luce – Foggia
– 1996)
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