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San
Michele
La statua di
S. Michele che noi possiamo ammirare
durante la processione di maggio,
a San Severo, appartiene al Santuario
del Soccorso ed è opera dell’artista
napoletano Giuseppe Catelli che
la scolpì nel 1866.
Il patrocinio
dell’Arcangelo S. Michele,
sulla nostra città, stranamente
non si riferì, almeno in
origine alla sua protezione dai
terremoti, ma risalirebbe alla peste
dell’1656.
Durante quella terribile epidemia
infatti, l’Arcivescovo di
Manfredonia Giannalfonso Puccinelli,
vedendo quel triste spettacolo della
peste bubbonica, dopo un triduo
di preghiere e di digiuni, presentò
una supplica all’Arcangelo
S. Michele affinché intercedesse
la Santissima Trinità per
far cessare questo flagello. Accadde
che la notte di venerdì 22
settembre del 1656 apparve S. Michele
Arcangelo preceduto da un tuono,
e disse al Vescovo:
«Sappiate o pastore di queste
pecorelle, che io Michele Arcangelo
ho impetrato dalla SS. Trinità,
che chiunque con devozione adoprerà
i sassi della mia Basilica nelle
Case, nella città, e in altri
luoghi, dileguerà la peste.
Predicate, narrate a tutti cotanta
segnalata grazia. Voi benedirete
i sassi, scolpendovi il segno della
Croce con il mio nome, predicate
e fate consapevole a tutti di doversi
placare Dio dall’ira del prossimo
terremoto»:
Ubi
saxa devota reponuntur-
Ibi pestes ab hominibus dispelluntur
Il giorno successivo il Vescovo
si portò nella grotta di
S. Michele a Monte S. Angelo e scheggiò
delle pietre sulle quali incise
le sigle S.M. e un segno di croce,
le benedì e furono sparse
per tutto il Regno di Napoli.
Ventisei giorni dopo questa apparizione,
venne il preannunciato terremoto,
precisamente il 17 ottobre 1656.
S. Michele quindi è protettore
della città di S. Severo
perché la liberò dalla
peste. Durante quella pestilenza,
solo in S. Severo morirono circa
3000 persone tra le quali anche
il Vescovo di S. Severo Mons. Giovanbattista
Monti che morì nel convento
di S. Bernardino in S. Severo.
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