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San
Severo Vescovo
Probabilmente
il nome e il culto di S. Severo
risale al tempo in cui, sec. XII,
la nostra città era infeudata
ai Benedettini di Torremaggiore,
dove avevano la loro Badia Intitolata
ai Santi Pietro e Severo.
Da questo santo, che sappiamo era
il XII Vescovo di Napoli, prese
il nome la nostra città.
La sua festività ricorreva
il 30 Aprile, ma dal 1945 fu spostata
al 25 settembre.
Il 10 settembre del 1752 il Vescovo
Mons. Bartolomeo Mollo otteneva
una reliquia delle ossa di S. Severo
Vescovo Napoletano, patrono della
nostra città, e questa reliquia,
inclusa in un ostensorio d’argento,
la donò alla cattedrale di
S. Severo l’8 gennaio del
1753.
Nel 1834, Vescovo Mons. Giulio De
Tommasi, secondo quanto riferisce
Mons. Bonaventura Gargiulo, fu fatta
scolpire la bella statua di S. Severo
e venne affiancata così al
Simulacro della Vergine del Soccorso
nelle processioni, prendendo il
posto alla sua destra.
Nel 1836, Mons. Giulio De Tommasi
riuscì ad avere una reliquia
delle ossa di S. Severo Martire,
facendo leva sul nome della nostra
città. Reliquia che collocò
in un altare della Cattedrale.
Nel 1890 i sanseveresi, per iniziativa
del loro Vescovo Bernardi Castani
D’Aragona, regalarono al Santo
Padre Leone XIII un bellissimo «calamaio
d’oro» raffigurante
S. Severo Vescovo, opera dell’orafo
napoletano Gaetano Musetti.
Il 23 luglio del 1964 Mons. Francesco
Orlando otteneva un’altra
reliquia del Santo, che si conserva
in Cattedrale.
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